Il PARKY-PIGRO

Riportiamo di seguito ed integralmente questo appunto di Marina Duccillo :

“A CHI HA PRANZATO CON ME

(MA ANCHE A CHI NON C’ERA)

Lunedì scorso ho avuto l’occasione di fermarmi a mangiare con alcuni soci:

mi ero portata il pranzo con quello che prevedeva la dieta.

Ho osservato che:

– nessuno fa la dieta

– c’è chi beve il vino

– c’è che prende le medicine dopo mangiato

– nessuno guarda l’orario

– poche le strategie

– nessuno si porta l’acqua (LISCIA) appresso

– poche le idee

– già è un miracolo che vengono all’associazione

– qualcuno si lamenta che non sta bene

Io posso anche capire che:

– ognuno ha la sua storia e la malattia può essere più o meno severa;

– non mi permetto di giudicare o voler insegnare qualcosa;

– la depressione ha pure il suo ruolo e anche l’età

– giusto e sacrosanto sperare nella cura e confidare nella ricerca

PERO’ nel frattempo, vuoi cercare di stare meglio????

AVESSI CONOSCIUTO UNA PERSONA CHE SI CURA IN MODO DECENTE !!!

nessun tipo di sacrificio o impegno e poi mi vengono a dire: “Beata te!”

ma io mi impegno al massimo tutti i giorni!!

Cari soci, consiglio di togliere di mezzo almeno il vino.

Un caro saluto, scusate ma sentivo il dovere di dirvelo!

CONVIVERE CON LA MALATTIA: LA SOLUZIONE PER OGGI E’ ANCORA QUESTA

Giustissimo e sacrosanto sperare e confidare nella ricerca e in nuove terapie ma, nel frattempo…

perché non cerchiamo di stare il meglio possibile nella convivenza con la malattia?

A mio parere non bastano i farmaci: bisogna agire su molti aspetti, combattere su più fronti, altrimenti non funziona. Chi lo fa? Chissà…

Certo, chissà se chi mi dice: “Vorrei stare almeno come stai tu”

– segue una corretta dieta alimentare quotidiana, stabilita da un nutrizionista

– evita vino, alcolici, bevande gassate,

– beve almeno un litro e mezzo d’acqua al giorno

– controlla sempre gli orari dei farmaci e dei pasti e li rispetta,

– riceve regolarmente la fisioterapia o un trattamento riabilitativo almeno tre volte alla settimana

– esegue esercizi consigliati gli altri giorni

– utilizza strategie, musica, osservazioni, …

– partecipa ai convegni, si informa, si iscrive a un’associazione,

– effettua periodicamente le visite mediche di controllo

– ricorre, quando serve, ad un sostegno psicologico

– tiene un diario degli on e off

– si mantiene in attività e in contatto con la società, frequenta gli amici

– prova a conservare il più possibile l’autonomia dove riesce

– cerca le strategie migliori ingegnandosi per superare le difficoltà

– chiede l’aiuto adeguato quando necessita per non affaticarsi e conservare energie

legge e scrive o suona o balla, ecc. per mantenere in attività il cervello e coltivare una passione

parla della propria esperienza  e si confronta per imparare anche dall’esperienza altrui

ha il coraggio di cambiare medico, amici, abitudini, ecc. adattandosi a una nuova situazione per salvaguardare la salute

usa l’ironia per sdrammatizzare ma è consapevole dei problemi seri e li affronta

si sforza, nonostante quanto sopra, di condurre una vita il più possibile “normale”

Ora, per quanti hanno cercato la mia comprensione, beh… penso che l’abbiano trovata perché “NON PUOI GIUDICARE NESSUNO SE NON HAI CAMMINATO ALMENO UN’ORA NELLE SUE SCARPE” e qui il senso è anche letterale, non solo metaforico.

QUINDI, ok vi capisco.

Ma lamentarsi senza fare nessun sacrificio in vista del risultato e aspettare la manna dal cielo, beh… capisco fino a un certo punto, giusto?

È logico che pure io confido nella ricerca e spero nella cura

perché mentre scrivevo… ho dimenticato che avevo iniziato a cucinare e ho bruciato l’aglio!

marina”

2 pensieri riguardo “Il PARKY-PIGRO

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